A sei anni dalla legge Sirchia calano le vendite di sigarette ma non i fumatori

Calano le vendite di sigarette in Italia, ma rimane stabile lo “zoccolo duro” dei fumatori (quasi un italiano su quattro), che non accenna a diminuire. E’ il bilancio dei primi sei anni di applicazione della legge 3/2003, ossia la “legge Sirchia” per la tutela della salute dei non fumatori, tracciato dal ministero della Salute. Proprio la finalità principale della legge, ossia l’abbattimento dell’esposizione al fumo passivo, e’ senza dubbio stata raggiunta, con il sostanziale rispetto del divieto da parte dei locali pubblici, ma i fumatori non calano, tantomeno nei più giovani. Nel 2003, prima della legge 3/2003, la prevalenza dei fumatori era del 23,8%, mentre nel 2010, secondo i dati ISTAT (che fanno riferimento a oltre 60 mila interviste a persone con età superiore ai 14 anni), la percentuale dei fumatori e’ del 22,8%, (29,2% gli uomini e 16,9% le donne); da 6 anni, quindi, il numero di fumatori in Italia oscilla intorno a valori compresi tra il 22% e il 23%, senza che si riesca ad ottenere una riduzione più significativa. Secondo i dati dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato nel corso del 2009, sono stati venduti oltre 106 milioni di pacchetti in meno (quasi un pacchetto in meno al mese acquistato da ciascun fumatore). Le vendite totali sono tornate a livelli inferiori di quelli di 20 anni fa e, da quando e’ entrata in vigore la legge, la diminuzione delle vendite di sigarette e’ stata pari a circa il 12% con una diminuzione media di 1,7% l’anno. Per quanto riguarda il rispetto della legge, i dati indicano un buon livello di osservanza in tutto il paese. I Carabinieri del Nas dal 2005 ad oggi hanno compiuto oltre 17.400 controlli in tutta Italia, presso diverse tipologie di locali (stazioni ferroviarie, ospedali, ambulatori, musei e biblioteche, aeroporti, uffici postali, e sale scommesse, discoteche, pub e pizzerie), che hanno evidenziato il sostanziale rispetto della norma.

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