Supporto Psicologico


Per offrire sostegno psicologico ai pazienti in cura ed ai loro famigliari che devono affrontare il difficile percorso della malattia.

Quando la diagnosi di cancro irrompe nella vita oltre che sugli aspetti fisici, può incidere profondamente anche sulla dimensione sociale e spirituale non solo della persona, ma anche delle persone a lei vicine.

Il servizio garantisce la presenza di psicologi a disposizione dei pazienti oncologici, dei loro famigliari e delle persone a loro vicine.

Per appuntamento:

  • rivolgersi agli operatori del Reparto di Oncologia
  • oppure all’Unità di Psicologia Clinica – Ingresso 34 – 1° piano – Tel. 035 267.4482
Soggettività e cura del contesto familiare

Ogni persona affronta in modo diverso la propria esperienza di malattia.

La malattia oncologica inoltre coinvolge non solo il paziente, ma anche la sua famiglia (intesa nel senso più ampio) che è portatrice di bisogni specifici, ma anche risorsa e punto cardine per qualsiasi programma di cura, il cui esito si basa su una sostanziale alleanza tra malato, famiglia ed équipe curante.

Protagonista non è solamente il soggetto in cura, ma anche il suo nucleo familiare e, specialmente, il coniuge, il compagno/a ed i figli.

Molti studi evidenziano la tendenza dei pazienti oncologici ad evitare di far conoscere la propria malattia a chi li circonda, a non informare, in particolare, i propri figli, soprattutto se bambini o adolescenti. La paura di comunicare è una reazione comune che caratterizza le dinamiche familiari. Questa “condotta del buio comunicativo” crea una distanza che, particolarmente nel caso di una malattia con decorso prolungato e con esito incerto, può diventare un disagio all’interno dell’intero nucleo familiare.

Il progetto ha lo scopo di offrire al soggetto in cura un sostegno psicologico nella comunicazione della diagnosi alle persone vicine e di supportare poi l’intero nucleo familiare, valorizzandone le risorse, nel processo di avvicinamento alla malattia e all’iter di cura.

Si propone inoltre di promuovere e facilitare il rapporto tra l’oncologo, il paziente ed i suoi familiari, di migliorare le relazioni di cura adattando il dialogo al carattere e all’emotività di ciascuno.