La cura che non aspetta, la cura che accompagna. Cure palliative precoci, Simultaneous Care e Terapia del Dolore

Le cure palliative non riguardano soltanto gli ultimi giorni di vita e non significano rinunciare alle terapie rivolte alla malattia. Possono entrare molto prima nel percorso di cura, affiancandole, per intervenire tempestivamente sul dolore e sugli altri sintomi e per accompagnare la persona e la sua famiglia lungo l’evoluzione della malattia.

È da questo cambio di prospettiva che prende le mosse «La cura che non aspetta, la cura che accompagna. Cure palliative precoci, Simultaneous Care e Terapia del Dolore», il convegno organizzato dall’Associazione Cure Palliative ODV-ETS nell’ambito della rassegna «Insieme si può. Insieme funziona», in programma sabato 14 novembre 2026 alle 10 presso la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, in via San Tomaso 53.

Il punto di partenza è una constatazione maturata nella pratica clinica, nell’organizzazione dei servizi e nel lavoro quotidiano accanto ai pazienti e alle loro famiglie: le cure palliative arrivano ancora troppo spesso tardi, perché continuano a essere pensate come un esito del percorso e non come una competenza che può attraversarlo, integrandosi con le altre cure.

La frammentazione degli interventi, la difficoltà di integrazione tra discipline e il rinvio dei bisogni clinici, psicologici e relazionali possono produrre sofferenza evitabile, disorientamento nelle persone e una crescente fatica per i professionisti. «C’è ancora la tendenza a pensare alle cure palliative come a qualcosa che interviene quando le possibilità di cura della malattia sono terminate – sottolinea Aurora Minetti, presidente dell’Associazione Cure Palliative ODV-ETS, che durante il convegno stimolerà e coordinerà il confronto –. Invece possono entrare molto prima nel percorso, anche mentre proseguono le terapie rivolte alla malattia. Parlare di cure palliative precoci e di Simultaneous Care significa mettere insieme il trattamento della malattia e l’attenzione alla persona, al dolore, ai sintomi e ai suoi bisogni, coinvolgendo anche la famiglia. È un cambiamento culturale importante, che richiede competenze diverse capaci di dialogare e una maggiore integrazione tra ospedale, territorio e Terzo Settore. Le cure palliative non sono ciò che resta quando non c’è più nulla da fare: sono parte della cura».

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Al termine del convegno i presenti potranno partecipare a una visita guidata gratuita delle Collezioni e delle mostre della GAMeC. Il percorso, della durata di un’ora, offrirà una stimolante immersione nella bellezza e nel linguaggio dell’arte moderna e contemporanea: un viaggio condiviso tra le opere di autori come Wassily Kandinsky, Giorgio de Chirico ed Emilio Vedova, fino al confronto con la ricerca più recente attraverso le opere di artiste quali Rachel Whiteread e Chiara Bersani, e la mostra “1000 Tears” di Selma Selman. Un’occasione preziosa per concludere la giornata scoprendo da vicino il patrimonio del museo attraverso un’esperienza condivisa.

EVENTO GRATUITO E ISCRIZIONE OBBLIGATORIA:

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